Giovedì. Caro diario, come sai è da mesi che cerco di farmi assumere come commesso in un negozio di calzature. Eureka! Oggi è stato il gran giorno: ci sono riuscito. Venerdì. Ho cominciato subito a lavorare di gran lena. Come immaginavo si vede poco: questi collant scuri lasciano trasparire appena un biancore lontano (se le
Io mi definisco un esibizionista e con mia gradita sorpresa riuscii ad coinvolgere Loredana in questa mia mania, notando ben presto che anche a lei questi giochi col tempo incominciarono a piacergli. Loredana non è quella che si definisce una figona da fare girare la testa ma ciò nonostante è una ragazza che non passa
Era appena spuntato il sole a Milano e, fortunatamente potevo dormire un po’ di più dato che mia madre doveva andare al lavoro. Erano da poco passate le 8.30 di mattina quando sento squillare il telefono. Mi precipito al telefono e scopro che era la mia vicina di casa che mi voleva vedere dato che non
Ho 22 anni e da circa 4 anni mi frequento con la mia migliore amica di nome Giada, 23 anni, capelli ed occhi scuri, statura medio-bassa, ben formata e soprattutto molto sensuale e con un carattere “provocante”. Ho sempre considerato Giada solo ed esclusivamente un’amica, ma più passava il tempo e più mi accorgevo che
La vita di guarnigione nel Nord della Russia in tempo di pace lascia molto tempo libero. L’esistenza del militare si divide tra caccia e doveri mondani. La caccia aveva scarse attrattive per me, e le mie occupazioni mondane si potevano riassumere in questa formula: conquistare Florence, che amavo e che non mi amava. Fu una
Il mattino dopo mia moglie mi disse ascolta Ugo: ho pensato che per potere mettere in atto le nostre strategie dobbiamo agire così: Sai come io sono paurosa dei temporali e che come i lampi mi facciano paura; bene ormai da qualche giorno siamo in autunno e tu sai come sono violenti certi temporali in
Giunto presso la porta del vice-consolato di Serbia, Mony orinò a lungo contro la facciata, quindi suonò. Un albanese in sottanella bianca gli venne ad aprire. Velocemente il principe Vibescu salì al primo piano. Il viceconsole Bandi Fornoski se ne stava tutto nudo nel suo salotto. Era sdraiato su di un soffice sofà, con la
Voluttuosi di ogni età e sesso, dedico quest’opera a voi soli: nutritevi dei suoi principi, favoriranno le vostre passioni! E le passioni, verso le quali certi freddi e piatti moralisti v’incutono terrore, sono in realtà gli unici mezzi che la natura mette a disposizione dell’uomo per raggiungere quanto essa si attende da lui. Obbedite soltanto
Per chiunque si trovi nelle condizioni di Alessandra conosco solo un rimedio: bere e scopare. Reduce dalla messa nera, è in uno stato pietoso, trema tutta, parla in modo incoerente. Tuttavia riesce a trovare la bottiglia di cognac che tiene in macchina. Filiamo a tutta velocità. Io non conosco le strade e Alessandra è troppo
Avrebbe voluto dire a Vania che era fiero di non aver mai avuto un solo amico di cui non avesse posseduto la moglie. Neanche uno! Si ripeté con voluttà. Neanche uno! Ma pensò che la loro intimità non era ancora tanto profonda da giustificare questo genere di confidenze. Per il momento era meglio che approfittasse
“Lei mi insegnerà ad avere fantasie?” chiese a Roland. Questi scoppiò a ridere. “Le fantasie sono dentro di te; non le hai ancora identificate. Sono sicuro che una grande parte della tua sensualità non è mai stata sollecitata”. “Lei la risveglierà?” chiese Jade, stringendoglisi teneramente contro. “Puoi darmi del tu, sai?”. “Preferisco il ‘lei’. La
L’ho sentito aprire la borsa, l’ho sentito piegarsi su di me. Mi ha preso dolcemente le mani e le ha bloccate, una dopo l’altra, alle sbarre della testata del letto con sottili cinghie di cuoio portate apposta. Ha stretto, per farmi capire che non era soltanto un gioco, e le mie dita si sono aperte
Egli le toccò la gola e attese. Voleva essere sicuro che dormisse. Poi le toccò i seni e Beatrice non si mosse. Con cautela e destrezza le accarezzò il ventre e con la pressione del dito spinse la seta nera del vestito in modo da sottolineare la forma delle gambe e lo spazio tra di
Mia dolce puttanella Nora, Ho fatto come mi hai suggerito tu, zozza fanciulla, me lo sono menato due volte leggendo la tua lettera. Vado in sollucchero nel vedere che ami essere fottuta in culo. Sì, ora mi ricordo di quella notte in cui ti ho fottuta così a lungo il Pò. Cara, quella è stata
Schiava mia, temimi. Amami. Schiava mia! Sono con te il tramonto più ampio del cielo, e in esso la mia anima spunta come una stella fredda Quando da te si allontana i miei passi tornano a me. La mia stessa frustata cade sulla mia vita Sei ciò ch’è dentro di me ed è lontano Fuggendo
Svegliandosi sola in una moltitudine d’amori quando la luce del mattino Sorprese nell’aprirsi dei suoi occhi lunghi tutta la notte Il suo dorato ieri addormentato sull’iride E il sole d’oggi balzò al cielo fuori dalle suo cosce, Fu la miracolosa verginità antica come i pani e i pesci, Benché l’istante d’un miracolo sia un lampo
E io me la portai al fiume credendo che fosse ragazza, invece aveva marito. Fu la notte di S. Giacomo e quasi per compromesso si spensero i lampioni e si accesero i grilli. Dopo l’ultima curva toccai i suoi seni addormentati, e mi si aprirono subito come rami di giacinti. L’amido della sua sottana mi
Lasciami sciolte le mani e il cuore, lasciami libero! Lascia che le mie dita scorrano per le strade del tuo corpo. La passione – sangue, fuoco, baci – m’accende con vampate tremule. Ahi, tu non sai cosa significa questo! E’ la tempesta dei miei sensi che piega la selva sensibile dei miei nervi. È la
Canzone del maschio e della femmina! Il frutto dei secoli che spreme il suo succo nelle nostre vene. La mia anima che si diffonde nella tua carne distesa per uscire migliorata da te, il cuore che si disperde stirandosi come una pantera, e la mia vita, sbriciolata, che si annoda a te come la luce
Sete di te m’incalza nelle notti affamate. Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita. Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa. Sete di metallo ardente, sete di radici avide. Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora. Sei
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche, assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono. Il mio corpo di rude contadino ti scava e fa scaturire il figlio dal fondo della terra. Fui solo come una galleria. Da me fuggivano gli uccelli e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione. Per sopravvivere
Bimba bruna e flessuosa, il sole che fa la frutta, quello che riempie il grano, quello che piega le alghe, ha fatto il tuo corpo allegro, i tuoi occhi luminosi e la tua bocca che ha il sorriso dell’acqua. Un sole nero e ansioso si attorciglia alle matasse della tua nera chioma, quando allunghi le
Rotolando a goccioloni soli, a gocce come denti, a densi goccioloni di marmellata e sangue, rotolando a goccioloni, cade l’acqua, come una spada in gocce, come un tagliente fiume vitreo, cade mordendo, scuotendo l’asse di simmetria, picchiando sulle costure dell’anima, rompendo cose abbandonate, infradiciando il buio. È solamente un soffio, più madido del pianto, un
Ero all’estero per lavoro e sapevo, per averlo letto su internet, che vicino alla zona centrale della città in cui mi trovavo c’era un negozio di intimo maschile. Sul sito si pubblicizzava la vendita di perizomi della mia marca preferita. Non resistevo all’idea di comprarne qualcuno di nuovo e alla prima occasione andai al negozio.
Non posso scopare Tania soltanto col cazzo. Quella nudità è troppo stupefacente. Devo sentirla al tatto delle dita. E, abbracciandola intorno alle reni, insinuo le mani, da dietro, fra le cosce, e le accarezzo la figa, pur mentre la fotto a colpi d’ariete. Le titillo il buchetto del culo, strizzo, pizzico, strapazzo, alla fine, senza
Tra le vostre cosce e natiche voglio perdermi, puttane, del solo vero Dio sacerdotesse vere, bellezze mature o no, novizie o professe, oh! nelle vostre fessure, nelle pieghe vivere! I vostri piedi splendidi, sempre vanno all’amante, con l’amante ritornano, riposano soltanto a letto nell’amore, poi gentilmente sfiorano i piedi dell’amante rannicchiato stanco e ansante. Serrati,
Mia piccola compatriota credo che verrete stasera a bussare alla mia porta e vedermi, oh la scandalosa bisboccia di baci grossi e piccoli secondo i miei grossi appetiti! Ma i vostri son poi così esili? Primo, bacerò le vostre labbra, tutte, come un caro piatto di mezzo, e i modi che impiegherò, come in tante
Son coricato per lungo sul suo fresco letto: è giorno fatto; è più eccitante, più fatto apposta per il prolungamento nella luce cruda della festa notturna immensamente accresciuta per la perseveranza e la rabbia del culo e l’attenzione a farsi da solo cornuto. È nuda e s’accoccola sul mio volto per farsi leccare, perché buono
Nella camera ancor fatale dell’ancor fatale casa dove la ragione e la morale stan più che a loro agio, sembra aspettare la venuta alla quale, misero, non crede di qualche presenza conosciuta e mormora a mezza voce: “Risuona la tua voce nella mia anima e ardono gli occhi nel mio cuore. Dice il mondo che
Accadde quell’unica volta che partecipai a un motoraduno; nei pressi di Rimini. Non ricordo se nell’86 o nell’87; ma forse era già l’88. Quello che invece ricordo con assoluta certezza è il mese: giugno; intorno alla metà di giugno, per l’esattezza. Lo ricordo bene, perché veniva al termine di periodo terribile per me. Enormi difficoltà
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