Storie erotiche poesie

racconti erotici su poesie

38 storie

Ode ai libertini

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Voluttuosi di ogni età e sesso, dedico quest’opera a voi soli: nutritevi dei suoi principi, favoriranno le vostre passioni! E le passioni, verso le quali certi freddi e piatti moralisti v’incutono terrore, sono in realtà gli unici mezzi che la natura mette a disposizione dell’uomo per raggiungere quanto essa si attende da lui. Obbedite soltanto

Schiava mia

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Schiava mia, temimi. Amami. Schiava mia! Sono con te il tramonto più ampio del cielo, e in esso la mia anima spunta come una stella fredda Quando da te si allontana i miei passi tornano a me. La mia stessa frustata cade sulla mia vita Sei ciò ch’è dentro di me ed è lontano Fuggendo

Per le nozze di una vergine

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Svegliandosi sola in una moltitudine d’amori quando la luce del mattino Sorprese nell’aprirsi dei suoi occhi lunghi tutta la notte Il suo dorato ieri addormentato sull’iride E il sole d’oggi balzò al cielo fuori dalle suo cosce, Fu la miracolosa verginità antica come i pani e i pesci, Benché l’istante d’un miracolo sia un lampo

La sposa infedele

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E io me la portai al fiume credendo che fosse ragazza, invece aveva marito. Fu la notte di S. Giacomo e quasi per compromesso si spensero i lampioni e si accesero i grilli. Dopo l’ultima curva toccai i suoi seni addormentati, e mi si aprirono subito come rami di giacinti. L’amido della sua sottana mi

Lasciami sciolte le mani

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Lasciami sciolte le mani e il cuore, lasciami libero! Lascia che le mie dita scorrano per le strade del tuo corpo. La passione – sangue, fuoco, baci – m’accende con vampate tremule. Ahi, tu non sai cosa significa questo! E’ la tempesta dei miei sensi che piega la selva sensibile dei miei nervi. È la

Canzone del maschio e della femmina

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Canzone del maschio e della femmina! Il frutto dei secoli che spreme il suo succo nelle nostre vene. La mia anima che si diffonde nella tua carne distesa per uscire migliorata da te, il cuore che si disperde stirandosi come una pantera, e la mia vita, sbriciolata, che si annoda a te come la luce

Sete di te m’incalza

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Sete di te m’incalza nelle notti affamate. Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita. Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa. Sete di metallo ardente, sete di radici avide. Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora. Sei

Bimba bruna e flessuosa

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Bimba bruna e flessuosa, il sole che fa la frutta, quello che riempie il grano, quello che piega le alghe, ha fatto il tuo corpo allegro, i tuoi occhi luminosi e la tua bocca che ha il sorriso dell’acqua. Un sole nero e ansioso si attorciglia alle matasse della tua nera chioma, quando allunghi le

Corpo di donna

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Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche, assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono. Il mio corpo di rude contadino ti scava e fa scaturire il figlio dal fondo della terra. Fui solo come una galleria. Da me fuggivano gli uccelli e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione. Per sopravvivere

Acqua sessuale

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Rotolando a goccioloni soli, a gocce come denti, a densi goccioloni di marmellata e sangue, rotolando a goccioloni, cade l’acqua, come una spada in gocce, come un tagliente fiume vitreo, cade mordendo, scuotendo l’asse di simmetria, picchiando sulle costure dell’anima, rompendo cose abbandonate, infradiciando il buio. È solamente un soffio, più madido del pianto, un

Ouverture

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Tra le vostre cosce e natiche voglio perdermi, puttane, del solo vero Dio sacerdotesse vere, bellezze mature o no, novizie o professe, oh! nelle vostre fessure, nelle pieghe vivere! I vostri piedi splendidi, sempre vanno all’amante, con l’amante ritornano, riposano soltanto a letto nell’amore, poi gentilmente sfiorano i piedi dell’amante rannicchiato stanco e ansante. Serrati,

Biglietto a lily

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Mia piccola compatriota credo che verrete stasera a bussare alla mia porta e vedermi, oh la scandalosa bisboccia di baci grossi e piccoli secondo i miei grossi appetiti! Ma i vostri son poi così esili? Primo, bacerò le vostre labbra, tutte, come un caro piatto di mezzo, e i modi che impiegherò, come in tante

Omaggio dovuto

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Son coricato per lungo sul suo fresco letto: è giorno fatto; è più eccitante, più fatto apposta per il prolungamento nella luce cruda della festa notturna immensamente accresciuta per la perseveranza e la rabbia del culo e l’attenzione a farsi da solo cornuto. È nuda e s’accoccola sul mio volto per farsi leccare, perché buono

Appuntamento

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Nella camera ancor fatale dell’ancor fatale casa dove la ragione e la morale stan più che a loro agio, sembra aspettare la venuta alla quale, misero, non crede di qualche presenza conosciuta e mormora a mezza voce: “Risuona la tua voce nella mia anima e ardono gli occhi nel mio cuore. Dice il mondo che

La tentazione

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In questa maledetta notte oscura con una tentazione fui assalita che ancora in cuore la vergogna dura. Io così pudica, così compita, vedevo un uomo a me venire piano e avvolgermi quasi avido la vita; un altro ne veniva e con la mano oh delicatamente lui mi apriva, e un altro e un altro e

Nel luglio altero, lui tenero audace

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Nel luglio altero, lui tenero audace, sensualmente a me lanciava da là: prima di sera io ti scopo. Ah. Fra trafficar di sguardi dove pace, dove l’incompenetrabilità… dove il tempo in quest’ombra… Lui tace in un empio silenzio a farne fornace. Poi apri, m’intima, apri… più dentro già si spinge con suo tal colpo segreto.

Il vostro sguardo

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“Il vostro sguardo insolente dovrà chinarsi… Voi, bastardi tracotanti, l’alba che viene tutti squaglierà!” “Si squaglieranno solo i tuoi amanti in quell’alba che tutti i sogni smura, goffi fra tremiti e vene, spïanti lì per giocarti, per farci paura. So che lo sai…” “Non so nessuna cosa, puliscimi la tua slumacatura.” “Come sei altera e

Osceno e sacro

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Osceno e sacro l’amore delibera stessa sede per sé e per gli escrementi. Se non mi leghi io non sarò mai libera, né casta mai se tu non mi violenti. Ci dava la prigione del destino solo qualche ora d’aria per l’amore che per destino ha solo il suo declino. Si aspetta e si riaspetta

Ricordi di uomini

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Adesso mi riaffiorano i ricordi: ricordi d’uomini, di primavere, di estati… Ahia! Tu non baci , mordi! … La prima mano per il mio sedere.

Giura che

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Giura che mi terrai nuda e legata per una notte intera, a luci spente; che se mento sarò martirizzata a mezzogiorno, irrevocabilmente.

Mi dispero

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Mi dispero perché non ho parole che ad attrarti e tenerti sian ventose, né ad impaurirti parole-pistole del pari del vetriolo perniciose; non ne ho, per colpirti, come mole, attive, maledette e contagiose, neanche ne ho armate e di gran mole, o lievi, per sfiorarti, voluttuose, e termometriche, o anche al tornasole, d’intimità segrete in

Terra alla terra

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Terra alla terra, vieni su di me: voglio il tuo vomere nella mia terra, fiorire ancora traboccando e offrire il fiore a te, mio cielo in terra.

Vieni, entra e coglimi

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Vieni, entra e coglimi, saggiami provami… comprimimi discioglimi tormentami… infiammami programmami rinnovami. Accelera… rallenta… disorientami. Cuocimi bollimi addentami… covami. Poi fondimi e confondimi… spaventami… nuocimi, perdimi e trovami, giovami. Scovami… ardimi bruciami arroventami. Stringimi e allentami, calami e aumentami. Domami, sgominami poi sgomentami… dissociami divorami… comprovami. Legami annegami e infine annientami. Addormentami e ancora entra…

Argentea

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Quando prona, co’1 ventre ne l’arena, nuda si lascia a’1 conquistare lento de le maree, non dunque a luna piena ella è una grande statua di argento? Venere Callipige in una oscena posa. Scolpiti ne’1 tondeggiamento de’ lombi stan due solchi; ampia la schiena piegasi ad un profondo incavamento. Cresce il flutto e la bagna.

Una negra

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Una negra dal demonio tenuta vuol godersi una bimba triste di frutti acerbi e perversi, allora sotto la veste bucata avida si ‘appresta a degli scaltri maneggi: al suo ventre accosta felice due mammelline e, così in alto che la mano non lo saprà toccarli, dardeggia lo schiocco oscuro delle sue scarpette simile a qualche

Due corpi

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Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte due onde e la notte è oceano. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte due pietre e la notte deserto. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte radici nella notte intrecciate. Due corpi, uno di fronte all’altro, sono a volte coltelli e

Toccare

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Le mie mani aprono la cortina del tuo essere ti vestono con altra nudità scoprono i corpi del tuo corpo le mie mani inventano un altro corpo al tuo corpo.

Il mio giardino dei supplizi

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Nel giardino segreto, sotto l’albero, lentamente, molto lentamente, slegasti le mie trecce e dopo, impetuoso, perché io sentii freddo ed ostinata mi negavo, strappasti i miei vestiti. Con un cordiglio di lungo rampicante l’opaca organza che serviva da copriletto alla culla comune, esperto mi cingesti. Nella silenziosa ora, molto lontano dai genitori, con succo di

Il giardino delle tue delizie

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Fiori, frammenti del tuo corpo; a me reclamo la sua linfa. Stringo tra le mie labbra la lacerante verga del gladiolo. Cucirei limoni al tuo torso, le sue durissime punte nelle mie dita come alti capezzoli di ragazza. La mia lingua già conosce le più morbide strie del tuo orecchio ed è una conchiglia. Essa

Previsione

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Pazienza, piccolo Amore! Una donna dal petto pesante, calda come giugno entrerà un giorno e chiuderà la porta, per restare. E quando l’animo tuo, oppresso, avrebbe reclamato una fresca notte solitaria, il suo petto la notte coprirà pendente nella stanza tua come una coppia di gigli tigrati, che i loro petali oro-pallido schiudono con ferma